Pauline Reese - TRAIL TO MONTERREY
2002, Paradora Records

Pauline è cresciuta notevolmente dal punto di vista artistico dal suo album d’esordio. "Trail To Monterrey" è solo il suo secondo lavoro ma a soli 25 anni Pauline è ormai una cantante affermata nel ricco panorama musicale Texano.
"Trail To Monterrey", prodotto dal leggendario autore Clay Blaker, è un viaggio musicale attraverso i vari stili di quella che Pauline considera la vera musica del Texas: c’è una ballata western, ci sono pezzi shuffle, un valzer e pure un po’ di Blues.
La sua fama ha raggiunto livelli tali da diventare una delle artiste più richieste per cantare l’inno nazionale ad eventi sportivi di football, baseball e basket esibendosi di fronte ad un pubblico record di 83.000 persone durante il match di football dell’Università del Texas contro Iowa. Non ultima, la sua nomination quale cantante Western Swing dell’anno.

Vi innamorerete subito di questo disco già alle prime note di una bellissima chitarra spagnoleggiante che apre la title track, "Trail To Monterrey", che è pure il singolo estratto dall’album e l’unico brano scritto da Pauline.
Pauline coraggiosamente propone musica Country nel modo in cui dovrebbe essere proposta, cioè preoccupandosi solo delle tradizioni di questa musica e non delle influenze commerciali. Questo è chiaro nel secondo brano dell’album, "Tender Lovin", uno splendido shuffle come da tempo non si sentiva in circolazione.
Puro Western Swing per "No Dancing", dove Pauline riesce a passare pure ad un tempo di valzer ad un certo punto della canzone per poi tornare al Western Swing e cantare "Non c’è niente di meglio che ballare con qualcuno che ami".
C’è pure un po’ di Rock’a’Billy in "Black Vinyl Car Seat" tanto per dimostrarci la sua facilità nell’approccio musicale con qualsiasi genere le si proponga.
Pauline ha una voce decisamente Country con una punta di Dolly Parton e quando canta "Love Me" devo ammettere che mi sembra di ascoltare le sue grandi colleghe degli anni 50 e 60. Brani come "Love Me" o la conclusiva "Night Life" di Willie Nelson sarebbero state perfette cantate da Patsy Cline. In particolare in "Night Life" Pauline fa sfoggio di tutta la sua classe spingendo la sua voce dove forse nemmeno lei credeva di poter arrivare: da pelle d’oca.
Un altro pezzo che ricorda i bei tempi quando il Country era Country, è il valzer "A Little Bit Different", un pezzo di una dolcezza straordinaria.
Pezzi anche grintosi come "Rodeo Man" e "Upside Down" nel più puro stile Honky Tonk mi ricordano tanto le due regine di questo genere dell’era moderna Danni Leigh e Heather Myles, sia per lo stile, per i suoni e per il modo di cantarle.
Se "Trail To Monterrey" è l’unico pezzo scritto da Pauline, "Texas And Oklahoma" potrebbe sembrare un pezzo autobiografico, ma non lo è. Pauline canta "Ho passato del tempo della mia vita in Oklahoma ma sono cresciuta nello stato della stella solitaria" e ancora "Texas e Oklahoma, siete come mamma e papà per me". Non mi risulta però che lei abbia passato parte della sua giovinezza in Oklahoma, ma che sia nata e cresciuta in Texas. E’ il pezzo migliore dell’album ed è il più tradizionale dei Western Swing nel rispetto della tradizione e con un occhio di riguardo alla musica del maestro di questa musica, Bob Wills, pure ricordato nel testo. Il pezzo è stato scritto da un grandissimo autore, Freddy Powers, autore di numerosissime number 1 per Merle Haggard ed altri artisti.
Al termine del cd, Pauline ha voluto inserire un messaggio lasciato da Freddy nella sua segreteria telefonica dove si scusa per non essere intervenuto ad un suo concerto ma si dichiara onorato dal fatto che Pauline ha deciso di incidere la sua canzone. Pauline da l’impressione di amare quello che canta e di cantare quello che ama e se le radio le offrissero una chance, avremmo una nuova ed importante superstar.


Roberto Campovecchi


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