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Peter
Gabriel - UP Dieci anni
di gestazione, per un disco, possono essere troppi: rischiano di appesantirlo
per l’eccessiva cura e di togliergli la spontaneità. Ma non è
così per "Up", anche perché Peter Gabriel, dall’uscita
di "Us", non è rimasto inattivo: oltre ad "Ovo"
(2000), ha composto di recente la colonna sonora del film "Rabbit-proof
Fence". Le canzoni di "Up" provengono da dieci anni di
continua ricerca artistica e, in tutto questo tempo, sono state perfezionate
al punto da comporre un album finemente cesellato, profondo nei testi
e musicalmente al passo coi tempi. |
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"Darkness"
è un potente brano d’apertura: il suo lieve battito iniziale
che ricorda quello cardiaco e le sue violente alternanze di esplosioni
e sussurri accompagnano parole sul buio delle profondità dell’anima,
dove si annidano le paure e il conflitto interiore tra il bene e il
male. "Growing Up" esplora i sentimenti umani di fronte alla
morte, vista però come fase di passaggio verso un’ulteriore evoluzione
della vita; qui le sonorità si caricano pesantemente di elettronica
e ritmi dance che, insieme al ritornello martellante, rendono il brano
noioso. "Sky Blue" risalta per l’atmosfera malinconica ed
eterea creata dal piano e dai cori gospel; come "I Grieve"
è una rielaborazione di un brano composto per un film (rispettivamente
Rabbit-proof Fence e City Of Angels). Contaminazioni di
bossa nova in "No Way Out", una delle ballate più intense
dell’album, a partire dalle parole che sembrano chiedere a dio di non
lasciarci soli. Stefania Montanari |
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