Reckless Kelly - UNDER THE TABLE AND ABOVE THE SUN
Sugar Hill Records, 2003

La prima cosa che mi sorprende di questo disco è che esce per la Sugar Hill, l'etichetta discografica Bluegrass per eccellenza, in quanto di Bluegrass in questo disco non c'è proprio traccia e c'è anche poco, anzi pochissimo Country. I Reckless Kelly sono una Band che si è formata a cavallo tra Oregon e Idaho dove i fratelli Braun decidono di seguire le orme del padre musicista ma con mio grande rammarico non vengono catturati dal fascino della musica da lui suonata, il western swing.
Formata la Band i fratelli decidono di muovere insieme agli altri componenti la Band a Austin, una platea decisamente molto più ricettiva che non l'Oregon o l'Idaho per la loro musica. Troppo Country per essere considerati una Rock Band e troppo Rock per essere considerati una Country Band, il pubblico e gli addetti ai lavori Americani li hanno così scaricati in quel calderone chiamato Roots music, o Roots Rock, o ancora Roots Country dove i confini non sono molto ben definiti.
Il sound dei Reckless Kelly è aggressivo e coinvolgente ma il loro limite è quello di voler a tutti i costi assomigliare ai leader di questo stile, da Jack Ingram a Todd Snider, da Steve Earle fino a Tom Petty.

Ma forse questo era proprio il loro obiettivo visto che si sono affidati per la produzione alla sapiente regia di Ray Kennedy, già produttore di Steve Earle, uno degli artisti ai quali tanto assomigliano. Seppur tutti i brani sono originali e tutti scritti da Willy Braun (alcuni in collaborazione con amici e parenti) i Reckless Kelly rischiano proprio di non essere molto originali. Detto questo voglio precisare che i ragazzi non sono affatto male e la loro sfortuna è solo quella di essere stati preceduti in questa missione dagli artisti sopraccitati. Una canzone però esce dal coro per proporci qualcosa di decisamente più Country di tutto il resto, "Set Me Free" dove Cody, fratello di Willy si esibisce in una parata musicale dove fa sfoggio della sua abilità praticamente su ogni strumento della tradizione acustica Americana, magari ancor più Bluegrass che Country come il mandolino, il banjo e il violino. In "Set Me Free" pure un favoloso ospite al dobro, Steve Fishell. Il resto delle canzoni di "Under The Table And Above The Sun" possono essere certamente catalogate come roots rock senza infamia né lode. Sono convinto che i ragazzi abbiano talento e le premesse per un grande salto di qualità ci sono tutte, basta che loro lo vogliano.

Roberto Campovecchi


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