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Rhonda
Vincent - ONE STEP AHEAD Rhonda Vincent
ha iniziato a cantare e suonare Bluegrass prima ancora di imparare a
parlare e camminare diventando dopo alcuni decenni la regina indiscussa
di questo genere musicale. A metà degli anni '90, però, Rhonda decide
di tentare la fortuna nel mondo più remunerativo della musica Country
con poca fortuna. Incise due album di rara bellezza che però non incontrarono
i favori degli addetti ai lavori che non promossero i due dischi come
avrebbero meritato. |
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Ancora! Articoli su tutte le riviste specializzate di musica Country annunciano il secondo tentativo di questa quarantenne del Missouri che pare non disdegnare tutte queste attenzioni. Anzi, proprio lei in una intervista dichiara di avere le carte in regola questa volta per ritagliarsi uno spazio nel circuito Country. Onestamente non ho capito le motivazioni di questa campagna, visto che questo "One Step Ahead" è un nuovo capolavoro per Rhonda, ma un capolavoro Bluegrass e per niente Country. E' un disco fantastico ma che non potrà mai vendere milioni di copie tra gli ascoltatori delle radio Country più commerciali. Alcuni brani qui inseriti potrebbero, se arrangiati in modo diverso, diventare grandi successi Country. Pezzi come "You Can't Take It With You When You Go" o "Missouri Moon" ad esempio. Ma non sono arrangiati in modo diverso, sono ottimi pezzi Bluegrass e basta. Rhonda stupisce per l'ottima vena compositiva firmando un paio di splendidi brani di Bluegrass, il più tradizionali possibili, "Kentucky Borderline" e "One Step Ahead Of The Blues" con la presenza di Alison Krauss. Rhonda è pure autrice di "Caught In The Crossfire" e "Ridin' The Red Line", ottime entrambi, la prima molto dolce mentre la seconda, come il camion protagonista del brano, viaggia ad altissima velocità. Adoro questo disco ma una cosa mi disturba e pure tanto di questo ultimo capolavoro di Rhonda. Lei può contare su alcuni dei migliori musicisti Bluegrass in giro, i "Rage", coi quali si esibisce dal vivo, ma per le registrazioni di questo disco ha deciso di rinunciare ad ognuno di loro per affidarsi ai rodati assi del Bluegrass da studio, forse meglio dei Rage ma in questo modo viene sicuramente snaturato il suono della Rhonda Vincent che siamo abituati a vedere in concerto. I musicisti presenti sono ovviamenti i migliori al mondo: Bryan Sutton alla chitarra, Ron Stewart al fiddle, Stuart Duncan e Aubrey Haynie anche loro al fiddle, poi il fratello Darrin, Cody Kilby e Andy Leftwich direttamente dai Kentucky Thunder di Ricky Skaggs. Addirittura troviamo Sam Bush e Tom Adams nella conclusiva e brevissima (solo 25 secondi) "The Martha White Song", un assaggio del brano che Rhonda ha scritto per uno spot della famosa marca di farina che sponsorizza da anni i dischi e i tour di Rhonda Vincent. L'unico membro della sua Band, il povero Mickey Harris, è presente solo in "Fishers Of Men" come vocalista essendo il brano a cappella. Ribadisco che ci troviamo di fronte ad un altro capolavoro sfornato da Rhonda Vincent, ma come estimatore dei suoi Rage non posso che rimanere deluso dalla loro esclusione. Roberto Campovecchi |
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