Rickie Simpkins - DON’T FRET IT
2002, Doobie Shea Records

Nel mondo della musica popolare ogni musicista che non sia anche il cantante solista viene generalmente relegato al ruolo di comprimario e pochissimo spazio gli viene dedicato dalla stampa specializzata. Per fortuna questo non succede nel Bluegrass dove artisti come Rickie Simpkins che non hanno mai capitanato nessuna Band godono di grande stima e rispetto da parte dei loro colleghi molto più famosi di loro, da parte dei fans e da parte della stampa specializzata. E’ frequente assistere all’uscita di progetti solisti di musicisti Bluegrass che dal vivo non hanno mai fronteggiato una Band. Non fa eccezione Rickie Simpkins che esce con questo suo secondo lavoro dopo aver abbandonato la Lonesome River Band (che peccato) ed essersi unito agli Isaacs.
"Don’t Fret It" ci presenta un Rickie diverso rispetto a quello che siamo abituati a vedere nelle Band in cui ha militato.

Un musicista completo che non si limita al suo straordinario modo di suonare il violino che è in grado di scatenare standing ovation quando si esibisce in brani come "Sally Goodin", ma ci propone pure il suo talento come mandolinista, come banjoista, come autore e anche come cantante. Cantare, devo ammetterlo, non è il suo mestiere, ma se la cava niente male e rende l’ascolto del disco godibilissimo.
Quello che non sorprende è il fatto che Rickie si sia circondato di grandi artisti, tutti suoi ex compagni nelle Band dove ha suonato a partire da suo fratello Ronnie al basso. Randy Kohrs al dobro è anche lui un ex compagno di Rickie come pure Ronnie Bowman (solo alla voce in questo disco) ed i fratelli Rice, Tony e Wyatt. Altri sono solo amici, ma che amici! Dan Tyminski, Ernie Thacker e Wendy Newcomer, tutti presenti come cantanti. Andrebbe aperta una parentesi sui fratelli Rice che insieme a Rickie ed altri amici ci hanno deliziato negli anni scorsi, ai tempi della Tony Rice Unit, una delle più interessanti Band di Bluegrass contemporaneo, molto contemporaneo, mai viste. In particolare la chitarra solista di Tony è insieme a Rickie la colonna portante di tutto l’album. Mentre il fratello Wyatt si limita quasi sempre all’accompagnamento, sempre con la chitarra, Tony si scatena in spaventosi assolo in uno stile inconfondibile e che non ha eguali al mondo.
Trovo la voce di Rickie particolarmente adatta a brani come "My Heart Feels The Pain", un Bluegrass contemporaneo, e "Mountain High Feelin’ Low", un brano scritta dalla coppia Tom T. e Dixie Hall dalle sonorità più tradizionali.
Numerosi i pezzi strumentali: il dolcissimo valzer "Waltz For Reannon" scritto da Wyatt Rice, il traditional "Golden Slippers" dove potete ascoltare l’abilità di Rickie al banjo e al mandolino, oltre ovviamente al violino, la struggente "Chestnut Ridge" scritta da Rickie e con un bellissimo dobro ed infine due fiddle tunes che non potevano certo mancare: "Stoney Lonesome" e per chiudere l’album "Black Mountain Rag". Gira e rigira è in brani come questi che Rickie si illumina d’immenso.
Un album che rimarrà a lungo nelle nostre menti anche dopo che i riflettori si saranno spostati su un altro obiettivo.


Roberto Campovecchi


torna all'elenco
 
collegamento ad un sito sull'artista