Ricky Skaggs & Kentucky Thunder - BRAND NEW STRINGS
2004, Skaggs Family Records


Che un'uscita di Ricky Skaggs sia un capolavoro non è certo una sorpresa, lo è sempre stato, da quando iniziò la carriera nel Bluegrass, a quando tentò con successo la fortuna nel Country e ancora da quando alcuni anni fa è tornato al Bluegrass. Ogni suo disco regala sempre emozioni enormi e allora non mi sono sorpreso più di tanto quando ascoltando le prime note di questo suo nuovo capolavoro mi sono emozionato e quasi commosso, ma mi sono chiesto: "ma come è possibile essere così grandi?".
Parte del successo che riscuote Ricky lo deve alla squadra di musicisti che lo spalleggiano, i migliori interpreti della tradizione acustica Americana che possiate trovare in giro. Ricky, è risaputo, non è un autore eccezionale e si è spesso affidato, per le sue incisioni, agli autori leggendari del Bluegrass quali ad esempio Bill Monroe.
Bill Monroe ci ha lasciato un pozzo pieno di grande musica e di storia e Ricky attinge spesso da questa fonte, lo fa anche stavolta col pezzo che apre il disco, "Sally Jo", scritto da Rusty e Doug Kershaw ma che Monroe incise nel suo inimitabile stile rendendola una sua canzone.

Mi fa molto piacere vedere che in questo pezzo Ricky lascia a Andy Leftwich la possibilità di farci vedere cosa sa fare col mandolino e per l'occasione Andy lascia il violino ad uno degli ospiti illustri di questo cd, Stuart Duncan. Il risultato è ovviamente da massimo dei voti con lode.
Solitamente Ricky si affida ad autori del circuito Bluegrass mentre stavolta ha allargato un po' la ricerca e troviamo anche autori che c'entrano poco col Bluegrass ma piuttosto sono dei mostri sacri del cantautorato Country. Come per il secondo brano, "Sis' Draper", un bel pezzo Old Time scritto da Shawn Camp e Guy Clark. Il brano è a dir poco affascinante con alcuni ospiti a suonare strani strumenti come il dulcimer (Molly Skaggs) e i cucchiai (Sam Bacco) e Ricky a cimentarsi col banjo, naturalmente suonato nello stile claw-hammer.
Ricky non è certo a suo agio se si tratta di mettere le parole ad una melodia ma ci sa fare non poco quando si tratta di scrivere uno strumentale. In questo album troviamo ben tre strumentali scritti da Ricky, il primo di stampo religioso (1st Corinthians 1:18) mentre gli altri due hanno poco a che fare con la religione.
"Appalachian Joy" è uno strumentale che Ricky scrisse per un progetto cinematografico della Disney che poi venne cancellato mentre "Monroe Dancin" non lascia dubbi, è un pezzo dedicato al suo maestro Bill Monroe e alla sua passione per il ballo. Questi due strumentali si assomigliano molto e sprizzano allegria da tutti i pori e curiosamente troviamo la stessa identica formazione in entrambi i pezzi e cioè con Ricky e i suoi Kentucky Thunder quasi al completo (mancano solo i due chitarristi Paul Brewster e Darrin Vincent) con i due ospiti Mike Snider al claw-hammer banjo e Jeff Taylor alla fisarmonica.
L'amore di Skaggs per la musica religiosa traspare in "Enjoy The Ride", una bella ballata che parla di peccati, di perdono e di amore per il prossimo. Interessante la presenza di Bryan Sutton alla chitarra in questo gospel che invita ad amare e perdonare e a godersi la vita come viene.
"Brand New Strings" ha tracce di Rock'n'Roll ma nei break strumentali vi appariranno i fantasmi di "Uncle Pen" e "Country Boy". Più che un Bluegrass si tratta di un Country acustico ma suonato alla velocità della luce ad eccezione della chitarra acustica di Cody Kilby che a volte sembra viaggiare anche più veloce della luce. Splendida la presenza della chitarra elettrica di Johnny Hyland e della bella voce di Rebecca Lynn Howard.
"Spread A Little Love Around" è un bel pezzo Country che subisce il solito magico trattamento acustico dai Kentucky Thunder che lo mimetizzano da pezzo Bluegrass. Il pezzo è stato scritto da una coppia di autori che hanno sicuramente più a che fare col Country che non col Bluegrass, Harley Allen e John Wiggins.
La bellissima ballata religiosa "Love Does It Everytime" è uno dei brani più tristi ma al tempo stesso commoventi di tutto il disco e a commuovervi contribuiscono le note che escono dagli strumenti di questi straordinari musicisti.
Dalla penna di Shawn Lane dei Blue Highway arrivano i due pezzi dai testi più interessanti, due canzoni straordinarie che confermano quello che molti già sanno e cioè che Shawn Lane è uno dei più incredibili autori mai esistiti nel Bluegrass.
Il primo dei due brani, "If I Had It All Again To Do", è la triste e commovente storia del ragazzo che ormai si sente grande e decide di lasciare la fattoria e andare a scoprire il mondo tra torrenti di lacrime dei genitori.
"Why Did I Wait So Long", l'altro pezzo scritto da Shawn Lane, nasce da una storia che Ricky raccontò a Shawn diversi anni fa. Gli raccontò che Lester Flatt poco prima di lasciare questo mondo chiese di poter tornare al suo paese natale e di essere battezzato e così sulla sua sedia a rotelle arrivò fino al torrente che bagna la sua natia Sparta, nel Tennessee e qui venne battezzato. Lui si mise a piangere e cominciò a ripetere questa frase decine di volte: "Perché ho aspettato così tanto?" (Why Did I Wait So Long). Shawn rimase così colpito da questa storia che volle scriverci una canzone. Ricky rimase a sua volta colpito dalla canzone di Shawn e chiese di poterla incidere per questo suo nuovo album. Shawn naturalmente ci delizia con la sua voce in questo pezzo. Uno dei pochi pezzi che Ricky ha scritto in carriera (musica e parole) era presente in un vecchio suo disco ma Ricky ha voluto riproporci "My Father's Son" in questo suo nuovo cd riveduto e corretto dagli attuali Kentucky Thunder.
Il risultato, come allora, è incredibile. Come incredibile è tutto il resto del cd e come incredibile è tutta la discografia di questo incredibile artista accompagnato da questa incredibile Band.


Roberto Campovecchi



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