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Rebecca
Venture - VENTURESOME
2002, Lovenotes 1001
Se è vero
che in Europa difficilmente riescono ad emergere artisti di talento
nel vasto panorama Country e Bluegrass è pur vero che in America
i musicisti di talento sono tantissimi e la concorrenza è spietata,
tanto da convincere alcuni di loro a cercar fortuna nel vecchio continente.
Negli ultimi 10 anni sono diversi gli artisti Country Americani che
si sono trasferiti in Europa ed in particolare in Francia e Svizzera.
Uno di questi artisti è Rebecca Venture arrivata in Francia dalla
California e come i suoi colleghi d’oltre oceano che l’hanno seguita
o preceduta sta deliziando le platee Europee ben felici di questo esodo.
Ben felici pure di poter godere delle bellissime melodie del suo nuovissimo
lavoro appropriatamente intitolato "Venturesome". Rebecca
aveva tutte le carte in regola per sfondare pure in America ma purtroppo,
come detto, laggiù sono troppi quelli bravi e non c’è
spazio per tutti.
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Bella
voce, discreta musicista e, soprattutto interessantissima autrice, Rebecca
ha firmato tutti i brani del suo album. Rebecca è pure un’ottima
esecutrice e i suoi spettacoli dal vivo sono sempre molto seguiti in
Europa dove Rebecca ha saputo crearsi un bel gruppo di fans grazie anche
a bravissimi musicisti scelti in terra francese e che l’accompagnano
sia dal vivo che su questo interessante lavoro discografico.
Disco che si apre in modo incisivo e diretto con una train song (Silver
Train), che insieme alle drinking songs, è un po’ il certificato
di garanzia per una buona canzone anche se poi l’autore deve metterci
del suo. E Rebecca ci mette molto del suo talento per creare un disco
godibilissimo di matrice molto tradizionale.
Sound d’altri tempi per la splendida "Loving On My Mind",
a mio avviso la miglior canzone dell’album, anche se è difficile
fare una classifica in quanto siamo di fronte a una mezza dozzina di
ottimi brani. Una bellissima ballata dal titolo in francese, "Dans
Tes Yeux", per onorare il paese che l’ha adottata, per poi riprendere
quota con la rocckeggiante "Bad To The Bone", una storia di
violenze subite da una ragazza ambientata negli anni ’60.
Altro brano molto tradizionale dalle sonorità un po’ ‘70s, "A
Lover Like You", e il Rock-Blues "The Melody I Hear"
ci introducono al brano conclusivo, un bel brano, dove ancora una volta
Rebecca pesca nella più pura tradizione Country con un brano
che parla ovviamente di cuori spezzati, "Broken Hearted Blues".
Arrangiamenti un po’ grezzi ma fedelissimi alla tradizione e la bella
voce di Rebecca rendono questo cd molto interessante ma con un rammarico.
8 canzoni sono decisamente poche.
Roberto
Campovecchi
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