![]() |
Shawn
Amos - HARLEM Bob
Dylan nero o Marvin Gaye bianco è il provocatorio dilemma artistico/esistenziale
di Shawn Amos, songwriter ma anche di più, di nascita newyorchese
ma losangelino adottivo. Né l’uno né l’altro ovviamente,
ma quanto basta per incuriosire. |
|
Harlem si gioca nella sovrapposizione, spesso anche provocatoria (dev’essere un vezzo del simpatico Shawn), di pezzi di tradizione Americana (inteso come format), tra elettrico ed acustico, tra bianco e nero. Basterebbe la rilettura di Southern Man a giustificare un ascolto di questo dischetto: preceduta e disturbata da uno sgangherato coraccio da chain gang, la gloriosa pagina di Young si dipana ironica e sfottente, pur accogliendo, rispettosamente, l’acido lamento della chitarra di Poncho Sampedro, che bolla la versione tra quelle sicuramente doc. Terzo album di Amos, Harlem ospita anche una bella schiera di compadres ad infoltire la band dell’autore, ironicamente chiamata Uncle Tom, come Mark Olson (ex Jayhawks, ora Original Harmony Creekdeppers) o Roger Len Smith (visto spesso dalle nostri parti, da solo o con la Phil Cody Band).Oltre che songwriter, Amos è anche produttore discografico per la Rhino ed ha recentemente curato Rhapsodies In Black, un interessantissimo box in 4 cd sul Rinascimento, poetico, politico e musicale, di Harlem (ovviamente). Mauro Eufrosini |
|