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Sisters Wade - WALLS OF TIME 2004, Seraph Records
Quante volte abbiamo sentito parlare
di harmony vocals e quante volte abbiamo letto o sentito che
i migliori risultati in questo campo si ottengono se i protagonisti
sono fratelli o sorelle.
All'inizio non credevo molto a questa teoria ma poi, dopo aver ascoltato decine e decine di coppie di fratelli o sorelle cimentarsi in questa disciplina mi sono dovuto ricredere. In effetti pare esista qualcosa di magico tra consanguinei e sono tante le coppie di fratelli e sorelle che hanno impressionato migliaia di ascoltatori per le loro harmony, un esempio su tutti gli Everly Brothers. Le Sisters Wade sono l'ultima scoperta in questo campo e le avevo già ammirate nel loro disco d'esordio del 1999 dove non solo stupirono per i bellissimi fraseggi vocali ma anche per la loro vena compositrice e la scelta del repertorio. Purtroppo ricevettero grandi complimenti da operatori del settore (quello che se ne intendono) ma non incontrarono un grandissimo successo di pubblico (quello che se ne intende un po' meno). La critica le ricoprì di elogi e ricevettero bellissime recensioni su riviste quotatissime quali ad esempio Billboard Magazine, i loro video passavano su Country Music Television e il grande Charlie Daniels le portò con lui in tournèe. |
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Il disco d'esordio era a mio avviso un capolavoro e le sorelle ne erano
consapevoli. Ecco perché ci sono voluti ben cinque anni per questo loro
secondo prodotto discografico. Forse nel tempo trascorso hanno pensato
molto all'opportunità di rendere il loro sound più appetibile alle masse
ma per mia e, spero di molti altri, fortuna hanno infine scelto di proseguire
sulla strada intrapresa diversi anni fa e quindi troveremo anche in questo
"Walls Of Time" sonorità decisamente Country e Bluegrass con strumentazione
prevalentemente acustica e ancora bellissime harmony vocals. Le sorelle Julie e Debbie hanno fatto passi da gigante professionalmente e questo disco le vede titolari della produzione, una produzione di tutto rispetto con suoni decisamente migliori di quelli del loro disco d'esordio e con alcuni ospiti di tutto rispetto. Il brano che apre il cd, "Troublemaker" l'avevo già ascoltato anni fa da Molly And The Heymakers, un gruppo che non ha avuto molta fortuna ma la loro versione del brano scritto da Suzi Ragsdale e Verlon Thompson era stupenda e mi sarei accontentato di ascoltare la stessa bellissima versione in questo disco. Invece le sorelle Wade l'hanno resa ancor più affascinante grazie all'introduzione di Chas Williams al dobro e poi tutto il resto della canzone mantenuta su regimi piuttosto Bluegrass grazie alle magie di Aubrey Haynie e Stuart Duncan al violino e mandolino. Bellissima anche la presenza discreta della batteria e stupendo il finale con violino protagonista. Dalla scatenata "Troublemaker" si passa alla dolcissima "He Won't Talk About It", con un duetto all'inizio tra il violino e il mandolino molto emozionante, una ballata strappalacrime che racconta di una mamma che invita la figlia a telefonare a suo padre. Il brano è il primo dei sei scritti dalle sorelle o da almeno una di loro. "Oh Atlanta" è un altro brano che già conoscevo. Notevole e lodevole la loro versione anche se non era possibile (e loro lo sapevano) competere con la versione di Alison Krauss. Debbie and Julie sono molto migliorate come autrici e lo possono provare con brani come "One Suitcase", "I'm Through With You" che ricorda molto lo stile del loro primo album, "There Will Come A Day", uno dei pezzi più belli del disco, la tradizionalissima "Please Let Me In" e la dolcissima "See It In Your Eyes". La scelta del repertorio è di tutto rispetto sia per gli originali che per le cover scelte a completare l'opera. Infatti, oltre alle già citate "Oh Atlanta" e "Troublemaker", troviamo una splendida versione della canzone che da il titolo al disco, "Walls Of Time", scritta da Bill Monroe e Peter Rowan e qui stravolta in modo convincente grazie soprattutto al mandolino e al dobro. L'accompagnamento della batteria cancellano quasi completamente le radici Bluegrass del pezzo ma il risultato finale è apprezzabilissimo. In chiusura un'altra splendida cover, "Heartbreak Hill", scritta da Emmylou Harris e Paul Kennerly e registrata da tantissimi artisti ma pochi con il gusto che contraddistingue questa versione. La cover è perfetta per chiudere il disco lasciandoci con la certezza di aver scoperto due autentici talenti e con la consapevolezza che le sorelle non hanno ancora raggiunto il successo che meriterebbero. Roberto Campovecchi |
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