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Sodastream - A MINOR REVIVAL Giusto alcune
settimane fa, in occasione del meraviglioso concerto di Ben & Jason,
mi chiedevo - mentre varcavo l'uscio della piccola "cantina mediterraneo"
e dopo aver augurato tutta la fortuna di questo mondo al duo londinese
- se era il caso di mettere da parte la malinconia e il romanticismo
crepuscolare di queste nuove melodie popolari, e di inebriare l'anima
e la mente con qualcosa di sollazzante e priva di mestizia. Tanto è
vero che avevo pensato di rinfrancarmi lo spirito con qualche fragrante
nota di rock'n'roll dei King's Of Leon oppure con un po' di fermenti
funkadelici mixati da Lirycs Born. Fatto sta che una volta rientrato
in macchina, ancor prima di riscaldare il motore e azionare i tergicristalli,
mi ritrovai ad afferrare un altro adorabile cd dai sigilli poetici.
E così in quella piovigginosa e fredda notte di novembre mi scoprii
vittima consapevole della melanconia di certa musica pop, in particolar
modo di "A Minor Reviva"l dei Sodastream. |
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Per prima cosa, chi sono questi Sodastream? Sono due ragazzi australiani
(Karl Smith e Pete Cohen) dalle singolari e colte destrezze compositive,
apostoli, anche loro, di un gradevole e nuovo (?) movimento elettro-acustico:
a metà strada tra i fondi sonori di Nick Drake e Bonnie Prince
Billy, e le raffinate armonie di Simon & Garfunkel, King's Of Convenience
e Belle and Sebastian. Autori di un album dalla sana fertilità
da cui germogliano e si sviluppano bellezze come: "Constant Chips",
un ammaliante folk/pop da camera e "Otherwise Open" dall'incedere
country e con un adorabile coretto anni '60. Non finisce qui. |
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