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Stardog - VENID A VER LA SANGRE POR
LAS CALLES! Quando li abbiamo conosciutii, due anni fa, erano
immersi in calde atmosfere di derivazione folk-rock, con lo sguardo
volto ad esplorare panorami americani che spaziavano dalla piovosa Seattle
alle aride terre di confine col Messico. Il tutto, espresso attraverso
le canzoni di "Manana You'll See",
il loro apprezzabile esordio autoprodotto. Da allora, di strada ne hanno
fatta, ma pare che, nel seguire le impronte di Neil Young, Pearl Jam
e Mark Lanegan, siano stati irresistibilmente, magneticamente attratti
da queste ultime, seguendole fin nell'oscurità più densa,
accompagnati anche dall'ombra di Nick Cave. Sembra si siano tolti i
jeans e le camicie a quadrettoni, indossato eleganti completi scuri
e siano scesi in un locale fumoso a suonare tenendo compagnia agli ultimi
tiratardi che non si decidono ad abbandonare il regno della notte per
tornare alle loro solite vite.
Queste le immagini che mi compaiono davanti mentre ascolto questo loro nuovo ep. Poi vedo Manuel Lieta, voce e anima degli Stardog, fumare nella luce soffusa delle pagine del piccolo booklet interno: ma allora non ho soltanto sognato! (attento, però, con tutte queste sigarette, ché fanno male!) |
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Così, già dalla prima traccia, questi cinque eroi
decadenti ci avvolgono nel loro noir-rock intriso di struggimento,
che sa essere con disinvoltura sia delicato sia violento. "Waiting
For The Storm", brano passionale e ricco di sfumature, quelle
del nero e del rosso scuro, in cui la tempesta sembra sempre sul punto
di arrivare, il cielo è cupo e le nuvole cariche di pioggia
si liberano quando l voce, da profonda e suadente, si inasprisce e
fa uscire la propria rabbia. Stefania Montanari |
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