Calla - TELEVISE
2003, Arena Rock

Con TELEVISE i CALLA sono riusciti a delimitarsi un proprio spazio sonoro, chiaramente autorevole. Per eccesso di prudenza, faccio un salto nel recente passato del trio, oramai di New York, e vado a riascoltare SCAVENGERS del 1999, il secondo per la precisione. Non ho dubbi; il rock desolato ed emozionante dei CALLA, con questo ultimo lavoro, si arricchisce di una ritmica fertile e di una sana elettricità che trasmette alle cupe e già risapute armonie un desiderato e appagante senso di equilibrio.
Le aspre chitarre di Aurelio Valle sono palesemente irregolari e, all’occorrenza, si ritraggono dentro vuoti siderali. Le preziose cadenze ritmiche di Wayne Magruder trovano supporto nelle linee di basso, essenziali e rigorose, di Sean Donovan.
L’album è intricato e intrigante. STRANGLER è un susseguirsi di chitarre ruvide e asciutte che potrebbero ricordarci i Kyuss; lo stesso potrebbe valere per TELEVISED.

Non mancano, poi, episodi di celestiale allucinazione, quali PETE THE KILLER, struggente e malinconica, ALACRAN, breve composizione siderale, e SURFACE SCATCH, aritmica e surreale. DON’T HOLD YOUR BREATH si apre con un giro di basso, facile e profondo, capace di togliere il respiro, mentre lentamente le chitarre distorte, in un tripudio di esaltazione, prendono il timone. ASTRAL, affascinante e senza fine, potete concedervela anche in presenza della vostra amata. Se lei non scenderà dalla macchina sarà, sicuramente, la donna della vostra vita. CUSTOMIZED e AS QUICK AS IT COMES/CARRERA sono somme aritmetiche: cuore più cervello. Lavoro che lascia trasparire, a tratti, scampoli di acidità (Sonic Youth…), lontante digressioni oblique (Television…), ruvidi passaggi (Kyuss…) e stati illusori di percezione (Low…). Mescolate il tutto, cospargetelo di barlumi elettronici e tenete a mente il canto, sussurrato e strascicante, di mister Valle, il risultato sarà inequivocabile: TELEVISE. Album foriero di una fosca inquietudine e, senza ombra di dubbio, degno di apparire tra i miei dischi preferiti dell’anno appena iniziato. Non mi resta, quindi, che consigliarvi l’acquisto. Uscite a comprare questo disco e, mi raccomando, sorridete al negoziante.

Luca D'Ambrosio


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