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The
Calling - TWO
2004, BMG
Two. Il nome è breve, ma ciò che contiene la
dice lunga sulla musica che questo gruppo riesce a produrre. Arrivato
in Italia il 20 maggio, il disco segna il ritorno sulle scene dei The
Calling, il gruppo che esplose con "Wherever you will go"
e il bellissimo album "Camino Palmero". A due anni di distanza,
molte cose sono cambiate, a partire dai membri del gruppo che sono rimasti,
manco a dirlo, due: Alex ed Aaron. Ma passiamo al lato musicale della
storia.
"Two" comprende 11 brani, scritti a quattro mani da Alex ed
Aaron appunto, che mostrano l'avvenuta maturazione umana e musicale
dei due. A partire dai testi, è tutto più positivo; romantiche
ballate si alternano a brani esplosivi, senza mai tralasciare ciò
che di bello o istruttivo può succedere. L'intensità delle
interpretazioni rimane invece una delle costanti che accompagna il gruppo
dagli esordi. La potente voce di Alex e l'abilità di Aaron nell'uso
di molteplici strumenti sono infatti dei punti sui quale entrambi contano
molto. Ma analizziamo una ad una le tracce del disco.
"One by one": ottimo come pezzo d'apertura, molto forte, intenso
nel sound e nel testo, colpisce immediatamente nel segno grazie anche
al suo timbro radiofonico. E' destinato senz'altro a diventare uno dei
brani di punta dell'album.
"Our Lives": primo singolo estratto, anch'esso pezzo dalla
forte presa in radio, è un'esortazione al "carpe diem",
al vivere al meglio tutto quanto capita. Molto positivo, rispecchia
in pieno lo stile dei The Calling. "Things will go my way":
il ritmo di questa canzone riflette pienamente il testo. Dominano la
riflessione e la speranza, accompagnate da un ritmo lento e cadenzato.
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"Chasing
the sun": altro brano potenziale singolo, mescola energia a romanticismo,
mix classico ma che il gruppo riesce a rendere mai banale grazie a tante
piccole varianti. Alquanto "estivo" e piacevole, si tratta
certamente di un altro dei pezzi pregiati del disco.
"Believing": questo brano rappresenta in tutti i suoi lati
la positività, il credere in se stessi nonostante tutto e grazie
alla voce di Alex, che troneggia su tutto il resto, sembrerà
proprio di parlarci a quattr'occhi.. "Anything": romanticismo
allo stato puro, ma anche energia da vendere per quella che si presenta
come la più bella canzone del disco, quella con tutti i requisiti
per entrare nella testa e nel cuore di chi l'ascolta e restarci dentro
per molto, molto tempo.
"If only": dopo l'intensità del brano precedente, una
piccola "pausa". Anche qui, comunque, predomina il tema dell'amore,
per un pezzo dolce e piacevole.
"Somebody out there": decisamente bella. Profonda, piena di
carica e talmente incisiva che è impossibile non lasciarsi prendere
ed immaginare ciò che può esser passato per la mente dei
due ragazzi quando questa canzone è stata scritta. Un "pilastro"
dell'album.
"Surrender": si potrebbe definire un brano alquanto inusuale
per i The Calling, dal sound particolare, frizzante, ma altro non è
che la testimonianza di come sia maturata la musica del gruppo.
"Dreaming in red": come il precedente, non rientra nella sfera
dei "classici", ma colpisce ugualmente. Un buon pezzo, nel
complesso.
"Your hope": come dice il titolo stesso, il testo ruota intorno
al tema della speranza, ma anche della volontè, un inno al non
mollare. In questo brano, che è quello conclusivo, si ha il ritorno
di quel ritmo cadenzato che ha prevalso in altre tracce. Da notare anche
come in sottofondo si possa sentire la voce di Aaron, il bravissimo
musicista partner di Alex, che testimonia così la sua attiva
partecipazione.
Nell'insieme, si presenta senz'altro un ottimo disco, maturo e appassionante,
ma come ben sappiamo non è facile esprimere a parole quel gioco
di emozioni che un'arma come la musica può far provare. Perciò
non resta che un'ultima cosa da fare, ascoltare per intero questo album
e lasciare che la dolcezza delle canzoni di questi due ragazzi ci entri
nelle vene, come già è successo con il predecessore "Camino
Palmero", e dare ascolto a nient'altro se non alle emozioni che
sapranno scatenare.
Alba
Romanazzi
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