The Coral - THE CORAL
2002, Deltasonic

La musica dei CORAL è stravagante e traboccante, piena di slanci sonori e di atmosfere ibride, e se fosse una recensione sarebbe inverosimile. Non prendetemi per anticonformista o, peggio, per pazzo, ma questo disco dei CORAL potrebbe apparire come il ritorno di Lee Mavers, dopo una crisi da post brit-pop. Ritorno in cui l'artista rimette in discussione, con equilibrato sarcasmo e funesti sbalzi d’umore, il rock inglese e non solo.
In realtà questo disco non è dei La's, e tanto meno di Lee Mavers, ma di una giovane formazione inglese, per la precisione di Hoylake-Liverpool. Spero, però, che il paragone CORAL-THE LA'S non venga preso alla lettera, bensì come concetto. Anzi,per non sentirmi diverso da quegli arguti recensori che trasformano una recensione in un tabulato statistico, faccio alcune allusioni buttando giù qualche nome: The Clash, Julian Cope, The Stone Roses, The La's, Beach Boys, Doors, eccetera, eccetera (scusandomi se ho dimenticato qualche nome).

Da bravo recensore proseguo con le allusioni che emergono da un ascolto approfondito; ecco, quindi, gli stili musicali di riferimento: pop, rock'n'roll, country, reggae-ska, classic rock, etno, psichedelia, eccetera, eccetera (scusandomi se ho dimenticato qualche genere). Ora non mi rimane che esprimere un giudizio. THE CORAL è un disco che rimbomba al punto giusto e, nonostante possa sembrare invadente, mi fa saltellare, mi rinfranca lo spirito e mi libera la mente dagli ultimi ascolti più impegnati e introspettivi.Però una cosa devo ribadirla; mettete su Calendars and Clocks (traccia n. 11); fate scorrere velocemente il tempo fino ad arrivare a 2 minuti e 52 secondi e ditemi se quel brano che state ascoltando non vi fa tornare in mente Lee Mavers. Concludo: James Skelly, cantante e chitarrista dei CORAL, avrà qualcosa in comune con l'antesignano del Brit-Pop? Ai posteri l'ardua sentenza!

Luca D'Ambrosio


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