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Van
Morrison - MOONDANCE Ho
sempre faticato a realizzare che Van Morrison e Jimmy Page abbiano fatto
parte dello stesso gruppo e che, una manciatina di anni dopo lo scioglimento
definitivo, potessero trovarsi in territori così apparentemente
distanti fra loro, a ricucire le fila del desiderio innovativo e a giocherellare
col blues, certamente nel DNA di entrambi: più architettonico
l’approccio del chitarrista zeppeliniano, decisamente più suadente,
celtico quello di Van, spruzzato da tocchi magici di soul e di jazz,
permeato da suoni provenienti da strumenti pastello e con una scrittura
dilatata, quasi "proustiana" se ci vogliamo infangare in un
veloce e audace paragone letterario. Terzo capitolo solista, dopo l’immortale
"Astral Week", il disco (l’hanno già detto tutti) ha
una sequenza iniziale di canzoni da brivido ed è permeato da
una poesia vellutata che emerge attraverso i suoni, la scrittura, i
testi ed il modo di cantare assolutamente unico ed è suggellata
dallo splendido titolo. |
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La micidiale sequenza riprende con "Crazy Love", una canzone senza tempo che emerge soffusa dal pentagramma, con una voce così sussurrata che sembra lontana mille miglia dal broncio disegnato sul volto dell’artista di Belfast, che con gli anni si è fatto decisamente più deciso. Stupenda la descrizione della donna amata e di quanto ci trasformi il suo amore. Più ritmo nella successiva "Caravan", tipico incedere morrisoniano, tipica atmosfera che Van sa magicamente ricreare nelle sue performance dal vivo, anche in quelle più recenti, dove sembra che il tempo passato sia un aspetto assolutamente secondario. Poesia assoluta nella seguente "Into The Mystic" ("Siamo nati prima del vento, odora il mare e senti il cielo, lascia che la tua anima e il tuo spirito volino nel mistico"), con grande uso di fiati, chitarra e pianoforte. "Come Running" è nera, un terreno che Van conosce bene e dove si muove a proprio agio. Il bluesaccio arriva con la perfetta "These Dreams Of You", che pian piano si ammorbidisce e ci invita a danzare e mentre danziamo la canzone si trasforma e diventa una canzone di Van. Già che ci siamo le citiamo tutte, perché "Brand New Day" ci rapisce per la sinuosità, "Everyone" ci stupisce per le sonorità e "Glad Tidings" ci colpisce per la leggerezza divertente e soffusa. Che altro dire? Se qualcuno è in cerca di una colonna sonora per poter continuare a sognare, se qualcun altro fatica a farsi largo nel traffico della vita, se siamo in cerca di una notte illuminata, se ci sentiamo un po’ mistici, se stiamo cercando un po’ di calma interiore, se... Pier Angelo Cantù |
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