Yo La Tengo – SUMMER SUN
2003, Matador

È difficile trovare in giro formazioni come gli Yo La Tengo, capaci di mantenere, dopo 11 album e quasi un ventennio di presenza, il giusto equilibrio tra avvedutezza, sperimentazione e garbo intellettuale. L’incantesimo del trio di Hoboken - New Jersey - si è ripetuto, seppure in forma aperta e attraverso quieti passaggi sonori: le armonie sono meno spigolose rispetto al passato e, pur possedendo consistenza e vitalità, creano atmosfere di estrema leggerezza e discrezione. Summer Sun è un disco pop di colta estrazione e, attualmente, sono pochi i gruppi americani che riescono a convogliare l’intelletto nelle proprie realizzazioni. Forse solo gli Elk City, tra le band più dichiaratamente folk e pop, potrebbero aspirare a ripercorrere simili distanze, anche se la giovane band di New York deve ancora farne di strada.

L’album è un vettore di emozioni che largisce un piacere contenuto e da cui fuoriescono vacue impressioni psichedeliche (Beach Party Tonight e Tiny Birds), fragranze easy-folk (Season Of The Shark), un motivo finto-lounge (How To Make a Baby Elephant Float) e ballate senza luce (Nothing But You And Me e Don’t Have To Be So Bad). Le ricerche sonore trovano spazio, invece, in "Georgia Vs. Yo La Tengo", fino a raggiungere "Let’s Be Still", interminabile divagazione folk/jazz.
Se cercate le composizioni più rappresentative concedetevi le paradisiache "Today Is The Day" e "Take A Care": scoprirete fascino e passione. Kaplan e soci riescono dove gli altri falliscono; probabilmente la loro musica è un’antica magia che puntualmente si ripete. Un disco gradevole che lascia l’ascoltatore privo di affanno e di sudore. Insomma, questo è il sole dell’estate che preferisco.

Luca D'Ambrosio


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